Pensieri solitari…
Argomenti vari Tagged partenze, passioni, sacrifici 6 Commenti »I sacrifici, di questi tempi, sono come le ciliegie: uno tira l’altro. E, dopo l’euforia dei primi anni, cominciano a pesare.
Ho lavorato, ho viaggiato, ho pianto, ho riso, ho costruito tante cose. Eppure, una parte di me è ancora l’inquieta ragazza di un tempo. E’ proprio vero: ognuno ha il proprio destino.
Si comincia la vita in un certo modo, con delle speranze, delle gioie, dei dispiaceri e poi, a poco a poco, si è trascinati verso altro.
E il mio destino è quello di dividermi tra figlie e nipotine. Se fino a cinque anni fa, trovavo il tempo (e ne avevo parecchio), per dedicarmi alle mie passioni, tante in verità, pittura, scrittura, canto, oggi nell’arco della giornata, non riesco a trovare uno straccio di pomeriggio per riprendere quello che ho lasciato.
Eppure erano proprio quelle passioni che volevo fare nella vita. Ma, come dimenticare mio padre, il suo giudizio?
No, Mary, non è questo che devi fare. Sei una donna, al massimo puoi aspirare ad un diploma e magari dare ripetizioni in casa. Ti sposerai e metterai su famiglia.
Ho fatto altro, per ripiego, e ho messo su famiglia. Adesso, padre, saresti contento di me. Mi sto occupando da una vita della famiglia…
Eccomi pronta, allora, con valigia, borsone ed ombrello. Mary Poppins riparte per la Germania, dall’altra figlia che aspetta il suo turno per l’aiuto materno. Mentre l’altra, paziente ma non troppo, attenderà il suo, al mio rientro. Ed il marito, che tende sempre a sponsorizzare questi miei “sacrifici”, perchè “la mamma e la nonna DEVONO aiutare”, aspetterà anche lui paziente, ma non troppo.
E pensare che quest’anno avevo deciso tassativamente di iscrivermi in palestra. Così, tanto per dire che due pomeriggi a settimana avevo un impegno e non si poteva contare su di me. In realtà ci sono andata ogni due mesi, per un totale di cinque volte.
Ho ripiegato su una camminata veloce di mezz’ora, tutte le mattine alle otto, salvo imprevisti, naturalmente. Di conveniente c’è solo il fattore economico, che di questi tempi di “magra” non è poco.
Ed allora, mi sono chiesta… Sarà che non sono capace a dire di no?













